Il lavoro di James Lewis si focalizza su come l’entropia e il caos strutturino il mondo in cui viviamo; i suoi lavori sono un tentativo di mostrare come eventi piccoli e interconnessi creino pattern ricorrenti che, spesso, formano la base su cui poi si fondano le nozioni di tempo, spazio e storia.

Horror temporis, rotture, cicatrici e la proliferazione del tempo (per come è concepito dalla specie umana) è quello che Lewis investiga, e in un certo senso mappa cercando di tracciarne le coordinate con i suoi lavori. In questa intervista abbiamo discusso con lui riguardo i lavori presentati ad Atlante Temporaneo e più in generale della sua pratica.

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Kiki Smith

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