In As the Coyote Flies (‘Mentre vola il coyote’), l’artista presenta un montaggio composto da undici sequenze realizzate con droni, impegnati a sorvolare la frontiera tra Stati Uniti e Messico. Strumento originariamente associato all’ambito militare, il drone è oggi divenuto accessibile e diffuso; Missika lo impiega per esplorare e riprendere territori altamente sensibili e sorvegliati, creando una contro-sorveglianza con gli stessi strumenti del potere. L’artista immagina il drone come un “coyote” che attraversa liberamente lo spazio desertico: una scelta non priva di ambiguità semantiche, poiché il termine “coyote” designa anche, nel linguaggio corrente, i migranti clandestini o coloro che facilitano il loro passaggio oltre confine. Le riprese, realizzate nel 2014 su entrambi i lati della frontiera – tra Ciudad Juárez e Tijuana, sulla costa del Pacifico – restituiscono una geografia frammentata e attraversata da tensioni politiche e simboliche.
La presenza del muro di confine si inscrive in questo contesto come dispositivo emblematico. Come sottolinea la politologa statunitense Wendy Brown, tali infrastrutture rappresentano una risposta tanto spettacolare quanto costosa, e solo apparentemente rassicurante, al progressivo indebolimento della sovranità degli Stati-nazione. Nel loro erigersi come barriere fisiche e simboliche, esse rivelano l’adozione di politiche securitarie che, lungi dal risolvere le cause profonde delle migrazioni, finiscono per ribadire e rendere visibili le contraddizioni del sistema che le ha generate.
Adrien Missika (1981, Parigi) vive e lavora a Parigi. Nel suo lavoro Missika investiga con humor il confine tra naturale e culturale. Partendo dall’epistemologia come metodo di ricerca il suo approccio concettuale lo conduce a narrative ipotetiche e poetiche. Usando video, foto, sculture e installazioni i suoi lavori scavano nelle scienze naturali, come biologia, geografia e architettura del paesaggio per citarne alcune. Missika crea la possibilità per possibili mondi oltrepassando le logiche capitaliste. Ha avuto numerose mostre personali presso: 21er Haus in Vienna (2015), Kunsthaus Glarus, Switzerland (2013), Centre Culturel Suisse, Paris (2014); Centre d’art contemporain Genève (2009) e Palais de Tokyo a Parigi (2017).