Il video The Disappearance (‘La scomparsa’) documenta il viaggio dell’artista nell’area di confine tra tre paesi – Puerto Iguazú (Argentina), Ciudad del Este (Paraguay) e Foz do Iguaçu (Brasile) – un territorio segnato da intense dinamiche di scambio economico e mobilità transnazionale. In seguito alla vincita di un premio artistico di 1000 dollari, Schulman intraprende un’azione performativa volta a registrare la progressiva dissoluzione di tale somma attraverso una serie di cambi di valuta effettuati a ogni attraversamento di frontiera, ricorrendo sia a circuiti ufficiali sia a reti informali. L’artista acquista denaro con il denaro, attivando un gesto reiterato di consumo che erode gradualmente il capitale iniziale. Il monitoraggio puntuale dei tassi di cambio e delle commissioni applicate dagli intermediari assume un carattere via via ossessivo, conducendo Schulman verso una dimensione percettiva segnata da tensione, isolamento e controllo esasperato. L’atto del valico, lungi dall’essere un semplice passaggio geografico, si configura come una perdita sistematica: l’erosione del capitale si riflette in una progressiva dissoluzione del sé e della capacità di autodeterminazione. The Disappearance si configura così come una riflessione critica sui vincoli economici imposti dalle frontiere e sulle condizioni di circolazione di persone e capitali nell’epoca della globalizzazione.
Liv Schulman (Buenos Aires, Argentina, 1985) vive e lavora a Parigi. Schulman è cresciuta a Buenos Aires e si è trasferita in Francia nel 2015, dove si è diplomata all’École nationale supérieure d’arts de Paris-Cergy. Il suo lavoro assume la forma di video fiction, serie televisive, lecture-performance e scrittura di romanzi. Nella sua pratica affronta il ruolo della soggettività all’interno della sfera politica e la difficoltà di riconoscerle valore. Nel suo approccio, creare significa fare esperienza diretta di un ambiente, di un sistema, di un soggetto. Ha esposto il suo lavoro presso Villa Vassilieff, Parigi (2019); CAC La Galerie, Noisy-le-Sec (2017); il Centre Pompidou, Parigi (2019); Crac Alsace (2019); il festival Steirischer Herbst in Austria (2020); la Fondation Ricard, Parigi (2025); SMK, Copenaghen (2017); il Museo de Arte Moderno di Buenos Aires (2014); il Museo Reina Sofía, Madrid (2018).