Małgorzata Mirga-Tas, artista polacca di origine rom, si afferma come una delle voci più rilevanti dell’arte rom contemporanea, contribuendo alla costruzione di un immaginario emancipato da rappresentazioni stereotipate e riduttive. L’opera prende ispirazione dalla vicenda dell’Operazione Bernadotte, promossa nel 1945 dal nobile svedese Folke Bernadotte insieme alla Croce Rossa svedese: un’azione umanitaria che, attraverso una flotta di autobus bianchi, consentì l’evacuazione di circa 15.000– 20.000 prigionieri dai campi di concentramento nazisti di Ravensbrück e Neuengamme, traendoli in salvo nella neutrale Svezia. L’interesse dell’artista per questo episodio nasce dall’incontro con la storia di due giovani donne rom che riuscirono a salvarsi attraversando il confine in incognito, benché fossero prive dei documenti necessari. La loro esperienza mette in luce il confine come dispositivo selettivo, capace di regolare e limitare la mobilità degli individui, evidenziando al contempo le ambiguità e i limiti degli interventi umanitari. Costrette a occultare la propria identità per poter sopravvivere, le due protagoniste rivelano come le gerarchie razziali abbiano storicamente condizionato – e continuino a condizionare –l’accesso alla salvezza e alla libertà di movimento. Mirga-Tas traduce questa narrazione in un articolato collage tessile, in cui accosta materiali eterogenei, spesso provenienti da indumenti appartenuti alle persone ritratte. Segnati dall’uso e intrisi di memorie individuali, questi tessuti vengono rielaborati e restituiti a nuova vita, trasformandosi in superfici narrative che intrecciano storie, identità e testimonianze.
Małgorzata Mirga-Tas (1978, Zakopane, Polonia) vive e lavora a Czarna Góra. Nel 2022 Mirga-Tas ha rappresentato la Polonia alla 59a Biennale di Venezia, diventando la prima artista rom nella storia a rappresentare una nazione alla Biennale. Il suo lavoro è stato esposto ampiamente in mostre personali e collettive, tra cui Kunsthal Charlottenborg (2026), Kunstmuseum Wolfsburg (2025–2026), Kunsthaus Bregenz (2025), Kunstmuseum Luzern (2025), Tate St Ives (2024–2025), Bonnefanten Museum (2024), Centro Andaluz de Arte Contemporáneo (2023–2024), la Triennale di Kortrijk (2024), Barbican Centre (2023), Brücke Museum (2023), la 14a Gwangju Biennale (2023), Göteborgs Konsthall (2023), documenta fifteen (2022).