L’opera Stato di confine è stata realizzata in occasione di Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, in seguito ai laboratori che Attruia ha condotto in diversi comuni del friulano. Nei workshop attivati dall’artista, il concetto di confine è stato indagato non come linea di separazione, bensì come soglia: uno spazio in cui identità differenti, attraverso l’incontro, generano tanto tensioni quanto possibilità. In un territorio dove la frontiera non si configura solo come un dato geografico, ma come una condizione storica, sociale e simbolica, Attruia indaga come il limite si trasformi in soglia abitata, un luogo dinamico di attraversamento e trasformazione. A partire da questi presupposti, l’artista ribalta il punto di vista attraverso un gioco linguistico dove il “confine di Stato” si rovescia in “stato di confine”, trasformandolo in una condizione psicologica ed emotiva. Il confine perde paradossalmente la sua connotazione di margine remoto e periferico per assumere quella di punto privilegiato di osservazione dell’alterità, quello “sguardo strabico e caleidoscopico”, come lo definisce l’antropologa Chiara Brambilla, che si posa sia sui confini geografici sia sui limiti etnico-sociali e sulle interazioni che ne scaturiscono. Lo stato di confine è una marca di appartenenza e al contempo un luogo del divenire.
Matteo Attruia (Sacile, Pordenone, 1973), pensa, vive e lavora ovunque. Impiega nel suo lavoro diverse pratiche espressive, tra cui la fotografia, la scrittura, il video, la scultura neon e l’installazione. Il suo lavoro è intento a creare un senso di straniamento nello spettatore attraverso l’ironia ed il paradosso dei significati. Ha esposto in tutto il mondo, dagli Usa all’Asia al nord Europa, tra spazi museali e le principali fiere d’arte. Nel 2018 ha realizzato una tazzina della collezione d’arte Illy. I suoi progetti più recenti sono: Stato di Confine, The Circle Gallery, Gorizia (2026); INattesa, MLZ Gallery, Trieste (2025); All I Need Is, Istituto di Cultura Italiano, Praga (2024). Ha esposto in occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, CASA ITALIA MUSA, La Triennale di Milano (2026).