Artista, attivista e critico, Peter Fend sfugge a facili classificazioni. Fin dagli anni Settanta la sua pratica si concentra su ecologia e questioni ambientali: influenzato dalla Land Art, sviluppa progetti di pianificazione e organizzazione dello spazio, elaborando proposte concrete per migliorare le condizioni di vita sul pianeta.
In questo quadro, Fend rilegge la geografia e le sue divisioni. In Birds Reign – Americas (‘Gli uccelli regnano – Americhe’) invita a prendere esempio dalla libertà dei volatili che, indifferenti a gerarchie e confini, percorrono lunghe rotte migratorie attraversando continenti e oceani. Come in un sistema circolatorio globale, queste traiettorie superano frontiere ed emisferi, facendo crollare l’idea stessa di nazionalità di fronte all’ampiezza del viaggio. Parallelamente, nelle sue mappe Fend sperimenta modalità eterogenee di ridisegno del territorio, talvolta suddividendolo per bacini idrici, talvolta secondo le falde acquifere, con l’obiettivo di delineare unità ecologicamente sostenibili. Ne emerge una visione dello spazio che mette in discussione le divisioni tradizionali, ormai inadeguate, e invita a ripensare il territorio secondo nuove logiche, più aderenti alle urgenze del presente.
Peter Fend (Columbus, Ohio, 1950) vive e lavora tra New York, Berlino, la Nuova Zelanda e l’Italia. Nella sua pratica unisce arte concettuale, attivismo e pianificazione urbana per affrontare crisi ambientali e geopolitiche.
Nel 1980, in collaborazione con diversi artisti, Fend ha fondato un’entità societaria oggi nota come Ocean Earth Development Corporation. Il suo lavoro è stato esposto alla 47a Biennale di Venezia (2003), alla 45a Biennale di Venezia (1999), a Documenta IX, Kassel (1992), e in numerose mostre internazionali, tra cui Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo (2020), Seconda Biennale di Yinchuan, Yinchuan (2018), Bard Hessel Museum, New York (2018), MUMOK, Vienna (2015), Kunsthal Aarhus, Aarhus (2015), Musée d’Art Moderne et Contemporain, Ginevra (2010), Galerie für Landschaftskunst, Amburgo (2007) e Palais de Tokyo, Parigi (2004).