La pratica pittorica di Riccardo Vicentini si concentra sulla rappresentazione del paesaggio all’incrocio tra convenzioni cartografiche tradizionali e meccanismi percettivi. L’ambiente naturale costituisce il suo principale campo d’indagine, esplorato attraverso la pittura e il camminare come pratica estetica.
In occasione di Lines, Loops, Leaks, Vicentini presenta un nuovo ciclo di opere che riflette sul rapporto tra spazio e temporalità. Il dittico Alto nel cielo, profondo nella Terra indaga le modalità con cui l’essere umano ha storicamente abitato e attraversato lo spazio, costruendo reti di riferimenti attraverso l’osservazione del cielo e del paesaggio circostante. Si delinea così un dialogo tra la volta celeste e la terra, in cui l’orizzonte – inteso come confine mobile di separazione e connessione – diviene uno strumento fondamentale di orientamento e di attribuzione di senso allo spazio vissuto.
In Paesaggio terrestre invece, l’artista crea un ritratto parziale della Terra osservata dallo spazio, priva delle suddivisioni arbitrarie imposte dai sistemi umani di organizzazione, controllo e sfruttamento. Il globo, immerso in una luce attenuata, invita a ripensare l’idea stessa di globalità, suggerendo l’immagine di un’umanità accomunata nella condizione di passeggeri di un
unico corpo in movimento nello spazio. Liberata dalla stratificazione della toponomastica storica, la Terra si rivela come un continuum esteso, in cui la distinzione tra natura e cultura appare più porosa e instabile di quanto comunemente si presuma.
Riccardo Vicentini (1991, Soave, Verona), vive e lavora a Mestre. Mentre frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia forma il Collettivo Coyote, un branco pittorico nomade, che realizza installazioni, mostre ed happening. Nel 2017 si diploma in Pittura ed è tra i cofondatori di zolforosso, APS e artist-run space, dove segue l’organizzazione e promozione di eventi e mostre nelle sedi di Venezia e Mestre. Consegue la laurea magistrale nel 2022 in Arti Visive e Moda, presso IUAV di Venezia e viene selezionato per la residenza di Fondazione Bevilacqua
La Masa. Nel 2024 è segnalato nella pubblicazione di Exibart “222 artisti emergenti su cui investire”, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Partecipa a diverse mostre collettive, tra le ultime: No[w]here, presso A plus A Gallery di Venezia. Fa parte di diversi progetti, come Raggioverde a cura di Michela Eremita e Venice Time Case a cura di Luca Massimo Barbero. Recentemente, è tra i finalisti del premio Combat e premio Nocivelli.