Artista

Jeanno Gaussi

For Sitara Hamza

2017-2018, Cotone, tessuto, macramè. Courtesy dell'artista

Notes from I-IV

2019, Stampa. Courtesy dell'artista

L’installazione si ispira a un episodio dell’infanzia di Gaussi: a cinque anni, la madre le tagliò i capelli per farla sembrare più grande e permetterle di lasciare il paese con la zia, ma senza i genitori. L’episodio è narrato anche nella graphic novel che Gaussi ha realizzato in collaborazione con Nicolas Bourquin, un estratto del quale è presentato qui. For Sitara Hamza parte dal ricordo, ma ambisce ad assumere una valenza universale. Quasi tutti hanno un vissuto particolare legato ai capelli e l’artista invita i visitatori a ripercorrere i propri ricordi evocati da questa installazione.

Le ciocche sono intrecciate con la tecnica del macramè a scampoli di tessuto acquistati in un mercato di Karachi e destinati, secondo la scritta che riportano, a una donna chiamata Sitara Hamza. Queste aggiunte di stoffa venivano usate dalle donne indiane per allungare la chioma. Il macramè è una tecnica che si pensa abbia avuto origine nell’antico Medio Oriente. L’intreccio del tessuto diventa metafora dell’intreccio dei ricordi e del concetto di appartenenza, ed evoca al tempo stesso le complesse esperienze diasporiche dell’artista.

Jeanno Gaussi è nata a Kabul, in Afghanistan e vive e lavora a Berlino. Il suo lavoro è intimamente connesso ai meccanismi del ricordo, alla ricerca dell’identità e ai processi sociali e culturali che la influenzano. Usando un nucleo narrativo come punto di partenza, crea installazioni che includono video, fotografia, oggetti e testo. Gaussi ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui Documenta (13) e la XII Biennale de L’Avana.

For Sitara Hamza

2017-2018, Cotone, tessuto, macramè. Courtesy dell'artista

Notes from I-IV

2019, Stampa. Courtesy dell'artista

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