Don’t Ask Me Where I’m From: mostra itinerante

MOSTRE

Don’t Ask Me Where I’m From

Don’t Ask Me Where I’m From, frutto della collaborazione tra Fondazione Imago Mundi e Aga Khan Museum di Toronto, è una mostra curata da Marion Eele e Marianne Fenton.

Nasce dall’esperienza post-migrante di 15 artiste ed artisti le cui opere celebrano la diversità e la creatività scaturita dalla commistione tra culture. 

La mostra è itinerante e prevede 4 tappe, dal dicembre 2019 al marzo 2023: le Gallerie delle Prigioni di Treviso (Italia), Aga Khan Museum (Toronto), Art Gallery of Alberta (Edmonton, Canada) e Orlando Museum of Art (Orlando, Florida).

Novembre 2022 - Marzo 2023

Orlando Museum of Art - Orlando (Florida)

15 aprile - 19 giugno 2022

Art Gallery of Alberta - Edmonton (Canada)

25 febbraio - 13 aprile 2020

Aga Khan Museum - Toronto (Canada)

6 dicembre 2019 - 2 febbraio 2020

Gallerie delle Prigioni - Treviso

A cura di

Marion Eele (Fondazione Imago Mundi)

Marianne Fenton (Aga Khan Museum)

Il concept

Cresciute e cresciuti all’interno di una cultura diversa da quella dei genitori o delle nonne/nonni, le artiste e gli artisti in mostra portano nel proprio vissuto le tracce di ciò che ha determinato la migrazione delle precedenti generazioni: colonialismo, guerre, disuguaglianza e, soprattutto, la ricerca di una vita migliore. Le storie narrate raccontano il risvolto intimo di queste vicende, offrendo una chiave per leggere con più empatia tali fenomeni mondiali.

Don’t Ask Me Where I’m From va però oltre l’invito alla comprensione; la mostra inizia il suo viaggio in questo preciso momento storico e mette in discussione il riemergere di tendenze nazionaliste, razziste, identitariste. E lo fa celebrando l’abilità unica delle artiste e degli artisti post-migranti di farsi mediatrici e mediatori tra culture e diversità, riconoscendone l’energia creativa. La rappresentazione della realtà e la valorizzazione della sua bellezza diventano azioni radicali e potenti che si oppongono ai pregiudizi.

Molte di queste artiste e molti di questi artisti impiegano la lingua come strumento di indagine. Sarah Maple e Gui Mohallem rimettono in circolo ciò che si è perso nel processo di trasmissione da chi li ha preceduti. Erica Kaminishi ed eL Seed si concentrano sulla scrittura come atto fisico e sfidano idee preconcette di identità e nazionalità. Riaffiora spesso il tema della casa, che può essere una o molte, idea fluida o entità fissa, che Houda Terjuman ed Elena El Asmar definiscono a partire da oggetti domestici. Shinpei Takeda racconta del desiderio di raggiungere obiettivi personali lontano dal luogo di origine, e crea una struttura monumentale per celebrare un ritorno immaginato, mentre Daniela Edburg traccia paralleli tra gli spostamenti di genti e il mutare di fenomeni naturali e mette in discussione chi, o cosa, può in effetti rivendicare il possesso di un luogo. I meccanismi di trasmissione della memoria in contesti migratori emergono dai lavori di Farihah Shah e John Young Zerunge, che affrontano archivi storici personali e collettivi. Infine Liberty Battson trasforma in gioco il suo invito a indagare l’identità post-migrante multiforme, e ne declina la complessità su una grande plancia colorata.

Quando l’identità dell’individuo viene messa in discussione, raccontare storie personali diventa un atto politico e, attraverso il percorso espositivo, fili tematici diversi si intrecciano in una rete di storie che, mediate dal linguaggio artistico, attraversano le generazioni e i continenti. Il visitatore è invitato a osservare il proprio vissuto e a chiedersi cosa significa venire “da”.

Video dell'inaugurazione presso le Gallerie delle Prigioni di Treviso

Il documentario 50/50

Una serie di interviste, realizzate appositamente per la mostra all’interno di un documentario, ci fa entrare in contatto con alcune ragazze e ragazzi del territorio di Treviso e ritrovare i temi delle opere nei racconti di vita quotidiana che parlano di appartenenza, identità, famiglia, lingua e cibo.

Clicca qui sotto per guardarlo

Dal 25 febbraio al 13 aprile 2020, la mostra si è spostata all’Aga Khan Museum di Toronto, Canada.

Nel video sottostante puoi guardare il tour virtuale guidato dalla co-curatrice Marianne Fenton presso le sale dell’Aga Khan Museum

Da venerdì 15 aprile 2022 al 19 giugno 2022, l’esposizione Don’t Ask Me Where I’m From è visitabile presso l’Art Gallery of Alberta (Edmonton, Canada).

Infine, la quarta e ultima tappa della mostra Don’t ask me where I’m from è l’Orlando Museum of Art, in Florida. Sarà esposta da novembre 2022 fino a marzo 2023

Novembre 2022 - Marzo 2023

Orlando Museum of Art - Orlando (Florida)

15 aprile - 19 giugno 2022

Art Gallery of Alberta - Edmonton (Canada)

25 febbraio - 13 aprile 2020

Aga Khan Museum - Toronto (Canada)

6 dicembre 2019 - 2 febbraio 2020

Gallerie delle Prigioni - Treviso

A cura di

Marion Eele (Fondazione Imago Mundi)

Marianne Fenton (Aga Khan Museum)

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